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lunedì 28 ottobre 2013

M. Monti: “Stiamo distruggendo la domanda interna”

M. Monti: “Stiamo distruggendo la domanda interna”

 

 
Fareed Zakaria's defence of neo-liberalism runs into trouble when Italian PM says "fiscal discipline" destroying domestic demand 

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“We are actually destroying domestic demand through fiscal consolidation”
tradotto
“in realtà stiamo distruggendo la domanda interna tramite il consolidamento fiscale”




Ma qualcuno ci aveva avvertiti:

sabato 26 ottobre 2013

Pescara 2013 "Euro, mercati, democrazia - Come uscire dall’euro" diretta video.

Pescara 2013 "Euro, mercati, democrazia - Come uscire dall’euro" diretta video.

  a/simmetrie in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell’Università Gabriele d’Annunzio organizza l’edizione 2013 del convegno internazionale Euro, mercati, democrazia, intitolata Come uscire dall’euro. L’evento si svolgerà nei giorni 26 e 27 ottobre, presso il centro congressi dell’Hotel Residence Serena Majestic a Montesilvano (PE), con la partecipazione di importanti relatori internazionali.

 

Prof. Alberto Bagnai

   

Il programma dell’evento è disponibile qui.

 

Programma dell’evento

I lavori del convegno si apriranno con una prolusione, tenuta sabato pomeriggio da Joao Ferreira do Amaral (Istituto Superiore di Economia e Management di Lisbona). Seguirà la presentazione di relazioni sulla crisi dell’eurozona (di Bagnai, Borghi, Fusaro, Kawalec, Montero Soler, Panagiotis, Pozzi, Zezza). Nel pomeriggio di domenica si terrà una tavola rotonda sul tema L’impatto della crisi economica sul mondo dell’informazione (partecipano Antonello Angelini, Stefano Feltri, Giulia Innocenzi, Vito Lops, Massimo Rocca, Simone Spetia). I lavori si concluderanno con la presentazione del testo Euro e (o?) democrazia costituzionale, di Luciano Barra Caracciolo.
Segui la diretta in streaming dell'evento a cura di Simone Curini.
 http://www.ustream.tv/channel/m5s-simone-curini

 

mercoledì 16 ottobre 2013

IL GOVERNO FANTOCCIO DELLE BANCHE........

IL GOVERNO FANTOCCIO DELLE BANCHE........

LETTA ''Io so benissimo che molti avrebbero sperato che noi fossimo in grado di stampare moneta,ma tra le competenze del nostro governo e del ministro dell'economia Saccomanni non c'è quella di stampare moneta.Quindi noi dobbiamo tenere i conti in ordine.''DAL MIN. 15.10  http://www.youtube.com/watch?v=Jr7RvAdzEEg&feature=player_detailpage#t=916

Letta presenta il bluff della legge di stabilità 2014 CONFERENZA STAMPA INTEGRALE.

 L’Italia e altri paesi affondano nella recessione e nella disoccupazione per mancanza di investimenti, aumento delle tasse, crollo della domanda, tagli del welfare.Quanti di voi hanno seguito la conferenza stampa dell'uomo che ha promesso di voler morire per Maastricht?Bene,la parte più interessante della messinscena inizia dal min.15.10.Il capo del governo fantoccio ci spiega che tra le competenze del governo e del ministro dell'economia di guerra Saccomanni non c'è quello di stampare moneta.Bella scoperta.Intanto il paese muore.


SIAMO ALLA RESA DEI CONTI......MA QUALCUNO  CE  L'AVEVA  DETTO.....

 

 Paul Krugman  

''(l’Unione monetaria non è stata progettata per fare tutti contenti. È stata progettata per mantenere contenta la Germania – per offrire quella severa disciplina antinflazionistica che tutti sanno essere sempre stata desiderata dalla Germania, e che la Germania sempre vorrà in futuro)''
''Quello che è successo è che entrando nell’euro, la Spagna e l’Italia hanno ridotto loro stessi a paesi del Terzo Mondo, che prendono in prestito la moneta di qualcun’altro, con tutte le perdite di flessibilità che tale operazione comporta. In particolare, siccome i paesi dell’area euro non possono stampare moneta neanche in casi di emergenza, sono soggetti a interruzioni di finanziamenti, a differenza dei paesi che invece hanno mantenuto la propria moneta. Il risultato è quello che abbiamo tutti sotto gli occhi.”

“Qual è l’alternativa? Ebbene, nel 1930 [...] la condizione essenziale per il recupero era l’uscita dal gold standard. La mossa equivalente adesso sarebbe l’uscita dall’euro, e il restauro delle monete nazionali.“

lunedì 7 ottobre 2013

L'elettore raggirato: la democrazia alla prova dei sistemi di voto.

L'elettore raggirato: la democrazia alla prova dei sistemi di voto.
'' Dal 1993 nel nostro paese vige un sistema elettorale che distorce completamente la volontà popolare. In fondo era proprio questo il senso di quell'operazione, ossia dava fastidio l'idea che ci fosse una rappresentanza parlamentare di forze minoritarie, di opposizione radicale. Non bastava più detenere il potere in forma piena, ma bisognava cacciare dal Parlamento qualunque voce non omologata e la via più elegante era quella del maggioritario, fondato su un principio assolutamente cretino che si chiama "governance", che detto in inglese fa più effetto. Invece, piaccia o non piaccia, il compromesso tra forze diverse è l'unico modo per dare voce alla maggior parte dei cittadini. '' Luciano Canfora
 

http://www.youtube.com/watch?v=i942hB6AVRc

Pubblicato in data 30/set/2013
Festival del diritto, 2013, Piacenza
"Le incertezze della democrazia"

29 settembre 2013
Luciano Canfora
"L'elettore raggirato: la democrazia alla prova dei sistemi di voto"

Fonte video:festival del diritto Piacenza

Il maggioritario uccide la democrazia. La governance? Una cretinata

 

Intervista allo storico Luciano Canfora
Nel suo ultimo lavoro "La trappola" lei punta l'indice sul sistema elettorale maggioritario indicato come origine di quasi tutti i mali che hanno afflitto la vita politica italiana nell'ultimo ventennio.
Dal 1993 nel nostro paese vige un sistema elettorale che distorce completamente la volontà popolare. In fondo era proprio questo il senso di quell'operazione, ossia dava fastidio l'idea che ci fosse una rappresentanza parlamentare di forze minoritarie, di opposizione radicale. Non bastava più detenere il potere in forma piena, ma bisognava cacciare dal Parlamento qualunque voce non omologata e la via più elegante era quella del maggioritario, fondato su un principio assolutamente cretino che si chiama "governance", che detto in inglese fa più effetto. Invece, piaccia o non piaccia, il compromesso tra forze diverse è l'unico modo per dare voce alla maggior parte dei cittadini.
I sostenitori del sistema bipolare-maggioritario le potrebbero obiettare che quest'ultimo è stato partorito da un referendum e quindi dalla volontà popolare.
Anche Benito Mussolini nel '29 ebbe un plebiscito referendario autentico. Il referendum del '93 è stato architettato dai vertici politici dei partiti principali. Quando il Pds ex Pci si convertì al bipolarismo pensando di vincere al tavolo da gioco le successive elezioni tutta la macchina di propaganda culturale, politica e giornalistica di quel partito si mise a suonare le campane a favore del maggioritario e portarono alle urne grandi milioni di persone raccontandogli una grossa menzogna.
Quale?
Che il sistema proporzionale frantuma la rappresentanza e tende a favorire accordi sottobanco tra i partiti. Ricordare che gli elettori hanno scelto è un'ovvietà, è come dire che l'acqua è bagnata, in realtà gli elettori scelsero come furono portati a scegliere, furono pilotati, martellati e oprati alle urne. Che l'elettorato possa compiere scelte sbagliate è evidente e la Storia ci fornisce diversi esempi.
In teoria il Porcellum sarebbe un sistema proporzionale
Solo in teoria poiché nel momento stesso in cui si introducono i concetti di quorum e di premio di maggioranza siamo all'interno di una cornice maggioritaria.
Come è cambiata la politica italiana in questo ventennio?
Continuiamo a dire le cose ovvie perché è molto utile. Il maggioritario qualunque ne sia la forma e qualunque ne sia la regola, impone all'elettore due strade. O votare per un partito che non gli piace, il cosiddetto "turarsi il naso" o addirittura lo spinge a non votare. Da vent'anni noi stiamo percorrendo entrambe le strade, l'astensione aumenta in modo vertiginoso, ultimo esempio le comunali di Roma dove la metà degli aventi diritto è rimasta a casa. E al tempo stesso, attraverso il ricatto del voto utile, costringiamo gli elettori a scegliere partiti lontani dalle proprie idee e convinzioni, alimentando la disaffezione per la politica. Quando ci viene scioccamente detto che le cosiddette grandi democrazie hanno intrapreso questa strada, si può citare l'America dove la gran parte degli elettori non va alle urne. Stessa musica per la Svizzera dove belle varie tornate si ha un'affluenza dei circa il 25-30%. Dire che questa è una prova di maturità per la democrazia è il colmo della stupidità.

sabato 5 ottobre 2013

I NUOVI BURATTINI °DEMONICRISTIANI

I NUOVI BURATTINI °DEMONICRISTIANI 

 

In questi ultimi giorni abbiamo assistito stupefatti ad un profluvio di ipocrisie, vigliaccate e menzogne. Fra tutte le falsità ascoltate nelle ultime ore, ce n’è una che mi ha indignato particolarmente. Quella cioè tendente ad accreditare l’idea di una imminente “rinascita” della Dc, propiziata dal “responsabile” accordo fra due “moderati doc” come Enrico Letta e Angelino Alfano avvenuto sotto lo sguardo commosso e severo di Giorgio Napolitano, re d’Italia e (in prospettiva) imperatore d’Etiopia. La storia della Dc è costellata di luci e ombre, ma nessuno può permettersi di confondere il partito che fu di Sturzo, De Gasperi, La Pira e Moro con le pagliacciate di due ragazzetti insipidi e vuoti, etero-diretti dai massoni reazionari continentali per completare una trasformazione in senso oligarchico e feudale della civiltà occidentale.  A tutto c’è un limite. Comprendo le ragioni che inducono il mainstream ad affibbiare la patente di “centrista ragionevole” a quelli che accettino supinamente di assecondare le pulsioni assassine che pervadono il politburo di Bruxelles. Si tratta di una strategia comunicativa sapiente e pianificata che, per contrasto, bolla come esagitati perfino i pochi che esprimono un pensiero critico morbido e argomentato. Ma quanto potrà durare un sistema di potere che si alimenta di imbrogli e raggiri? Basta autodefinirsi “moderati” per esserlo per davvero? A dispetto dei morti provocati, dei suicidi indotti e delle sofferenze dolosamente inflitte, per quanto goffamente nascoste dal piglio finto-contrito di chi continuamente si strugge  “per il bene del Paese”? Vergognatevi miserabili, ipocriti e furabutti! Abbiate il coraggio di assumere fino in fondo la responsabilità derivante dalle vostre indegne e sanguinarie condotte. Senza nascondervi dietro un paravento fumoso e in via di dissoluzione che, innalzato da media complici e compiacenti, prova a rappresentarvi come campioni di un popolo dei “moderati” alla continua ricerca di soluzioni possibili e di buon senso. Siete solo dei volgari nazisti di ritorno, altro che legittimi eredi di un partito di massa che in un paio di decenni ha trasformato un Paese come l’Italia, povero, analfabeta e agricolo, in una delle principali potenze industrializzate del pianeta. In queste ultime ore i massoni reazionari hanno lavorato alacremente per puntellare il governo del fedele servitore Enrico Letta. Non passava giorno senza che i vari Rehn, Schulz, Barroso e fratelli reazionari, ovunque dislocati, non inviassero alle solite agenzie lettere d’amore all’indirizzo del nipotino preferito del felpato zio Gianni. Accadeva lo stesso, ricorderete, durante il governo del divino Monti, quando, nonostante tutti gli indicatori economici dimostrassero il contrario, la solita carovana col cappuccio si congratulava con il becchino della Bocconi per “gli impressionanti risultati raggiunti”.

martedì 1 ottobre 2013

Il fallimento dell'Euro e dell'Ue......

 Il fallimento dell'Euro e dell'Ue......

CON L’EURO LAVOREREMO UN GIORNO IN MENO GUADAGNANDO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO IN PIÙ. ROMANO PRODI 1999 

 

01/10/2013 Istat: 

Italia disoccupazione giovani al 40,1%, è record.

Ad agosto 2013 in Italia gli occupati sono 22 milioni 498 mila, gli abitanti 59 milioni 700 mila. Traete le vostre conclusioni.

Ad agosto 2013 il tasso di disoccupazione si attesta al 12,2%. Tranquilli è la svalutazione interna, tutto regolare.

 Disoccupazione  al 12% è top dal 1977 

 E oggi 1 ottobre 2013 il governo italiano aumenta l'IVA al 22%

Mi raccomando...non fermate la ripresa!!!

L'Italia non ha altra scelta che uscire dall'Euro e dall'Ue, e sarà costretto a farlo dagli eventi.
 Prof. Alberto Bagnai

58 anni di disoccupazione in Italia

Un  interessante scambio su Twitter mi ha fatto capire che nel mondo dell'informazione sono per lo più ignoti (a meno che non siano travisati) alcuni fatti cruciali relativi all'economia italiana. Con l'occasione, mi preme sottolineare che il Sole24Ore, per una volta, ha fornito il dato in modo corretto: dire che il dato attuale è il più elevato dal 1977, infatti, non significa dire che il dato attuale sia uguale a quello del 1977, cioè che si sia, per così dire "tornati" al 1977. Significa semplicemente dire che se si va indietro fino al 1977 con i dati dell'Istat non si riscontra mai un valore altrettanto elevato.

Credo che la forzatura commessa dal dr. Zucconi, affermando che "siamo tornati al 1977", risenta di un suo certo qual desiderio compulsivo di ricostruire orwellianamente la storia, un peccatuccio nel quale ogni tanto egli incorre (se sia veniale o meno lo giudichino i lettori, considerando la recidiva, e la posizione di responsabilità che il personaggio occupa).

Tuttavia alcune osservazioni fatte da lettori del mio blog mi hanno reso consapevole del fatto che, al di là delle possibili distorsioni ideologiche, esiste un reale bisogno di informazione statistica corretta. Voglio chiarire che in questo caso la distorsione ideologica appare determinata dalla volontà di indurre nel lettore l'idea che quando l'Italia era dotata di una propria valuta nazionale tutto (disoccupazione inclusa) andasse peggio. Una volontà palesata dal tanto rivelatorio quanto ingenuo "e non potevamo nemmeno dare la colpa all'€". Insomma, Zucconi è effettivamente convinto che negli anni '70 la disoccupazione fosse a due cifre, e ovviamente, se così fosse stato, non si sarebbe che potuto concludere con lui che l'euro non c'entrava nulla (essendo ancora in mente Dei, o più esattamente nella mente di Werner).

Peccato però che le cose non stiano esattamente così.
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