video

Loading...

giovedì 29 agosto 2013

Nessun complotto...ce lo dicevano chiaramente!! BONN Pentirsi e guidare l' Europa.

Nessun complotto...ce lo dicevano chiaramente!!

BONN Pentirsi e guidare l' Europa.

 


Dirk Freitag (Istituto monetario europeo):''Perno del nuovo sistema tedesco e' ovviamente la moneta europea che pero' , secondo Dirk Freitag (Istituto monetario europeo), dovra' essere inchiodata al marco, o meglio dovra' essere tanto simile al marco da risultare di fatto la stessa cosa.''

Karl Lamers, responsabile per la politica estera della Cdu:"In Europa dobbiamo comandare noi, ma senza che nessuno se ne accorga!" ("Wir mussen fuhren, aber ohne dass es jemand merkt!", "Die Zeit", 12 maggio). 

Il nuovo sistema tedesco si sta formando grazie ad una progressiva convergenza tra la messa a punto degli obiettivi economici e la definizione degli spazi politici dentro i quali sembra possibile raggiungerli; sicche' i cavalieri della Finanza come Norbert Walter (Deutsche Bank) propongono, e gli strateghi della politica come Lamers e Schauble (Cdu) si preparano a disporre.





BONN Pentirsi e guidare l' Europa.


Una potenza in un continente pieno d' incognite. A partire dalla Russia. Un impero centrale che guardi all' Est puo' ritrovare a Mosca il vecchio nemico geopolitico. Ritrovata l' autorita' morale, Kohl puo' dispiegare la forza economica senza pagare pedaggi.

 (4 giugno 1995) -ARCHIVIO Corriere della Sera un articolo di Vertone Saverio.

 VIAGGIO NELL' IMPERO TEDESCO . 3 Nel cinquantenario della guerra la Germania ha colto l' occasione per rinnegare il passato nazista. Ora vuol essere leader TITOLO: Pentirsi e guidare l' Europa Una potenza in un continente pieno d' incognite. A partire dalla Russia Un impero centrale che guardi all' Est puo' ritrovare a Mosca il vecchio nemico geopolitico Ritrovata l' autorita' morale, Kohl puo' dispiegare la forza economica senza pagare pedaggi -

venerdì 23 agosto 2013

Luciano Canfora: L’UE, inattesa realizzazione del sogno di Hitler.........

 Luciano Canfora: L’UE, inattesa realizzazione del sogno di Hitler.......

 

  

  “Mi chiedo che cosa significhi questa ideologia europeista. Ne deduco che esista un valore denominato Europa. Ma allora vorrei capire se esiste anche un valore Asia o Africa. Perchè non dichiararsi asiatisti o africanisti, piuttosto che europeisti? E l'Australia, dove la mettiamo? Non si sente l'esigenza di uno spirito australianista?” 

Luciano Canfora, noto filologo e appassionato studioso di storia antica, ha recentemente dato alle stampe la sua ultima fatica (“Intervista sul potere”, ed. Laterza), una lunga digressione sotto forma di intervista su una moltitudine di temi: dal senso della democrazia a Napoleone, da Mao ai rapporti tra Sparta ed Atene, da Tucidide all'Euro. E proprio sul senso politico e sociale di quest'ultimo dedica l'ultimo capitolo, intitolato significativamente “Elite e popolo”. 

 

Messo sotto fuoco incrociato lo spirito internazionalista, ciò che le élites propongono in sua vece è una poco elegante riduzione linguistica del coacervo di interessi che ha spostato e sta spostando immense somme di denaro dalle tasche dei cittadini alle loro. Ciò avviene nel nome di quella dottrina europeista che riempie quotidianamente pagine di giornali e programmi televisivi. Dottrina che permette all'AD della Fiat di delocalizzare lasciando a casa migliaia di lavoratori. “Non bastano i vantaggi che mi offre l'Italia, dichiara Marchionne, perchè se vado in Serbia posso guadagnare di più…mi da un certo fastidio chi sostiene chi ci siano “dottrine” adatte a giustificare comportamenti del genere. Tutto dipende, ripeto, dai rapporti di forza.”
A tale riguardo la denuncia di Canfora è precisa: “l'equilibrio delle forze si è spostato nettamente a favore di questi ceti tecnocratici ristretti, che non intendono farsi governare dal potere politico. Al contrario, sono essi che non solo lo influenzano, lo rimbrottano e lo limitano, ma addirittura lo contrastano apertamente e lo soverchiano”.
Quindi lo scenario attuale vede un apparato politico (che dovrebbe regolamentare la vita sociale nel nome del massimo profitto per i cittadini) succube di quelle forze elitiste, e si ritrova ad assecondare ogni loro capriccio, semantica inclusa. Tutto ciò si traduce in una “perdita di sovranità degli Stati nazionali, in particolare dell'Italia, rispetto all'influenza dei mercati finanziari.”
Questo stato di cose, nel quale i cittadini sono destinati a perdere sempre più potere a favore delle élites, è determinato da un processo ben definito: “via via che si internazionalizza la produzione cresce enormemente il potere di ricatto della grande industria e delle banche.
La globalizzazione è quindi quel processo che permette a grandi industrie e banche di entrare a pieno titolo nelle aule parlamentari per far valere i propri interessi a tutto svantaggio di quelli dei cittadini. Ma il profitto (di cui banche e corporation sono gli attuali maggiori difensori) non è anche fautore dello sviluppo? “Il problema è esattamente questo: se si debba ritenere che il profitto sia un valore assoluto, in quanto unico possibile motore dello sviluppo, o se lo sviluppo stesso possa essere un fatto sociale, che non si basa necessariamente sul tornaconto individuale. E' un dilemma con cui siamo alle prese da secoli. Io sono convinto che i capitalisti non siano benefattori dell'umanità e che la crescita economica non passi necessariamente per l'esaltazione di un egoismo esasperato, individuale o collettivo.”
Eppure ci dicono che le attuali politiche europee siano l'unico approdo sensato per evitare il disastro del ritorno alle monete locali. “Io contesto alla radice l'attuale retorica europeista. Ci viene fatto credere che questo tipo di costruzione, che notoriamente ci penalizza rispetto alla megapotenza tedesca, sia l'unica possibilità di realizzare delle aggregazioni significative a livello internazionale. Invece ne esistono altre.”
L'intervistatore a questo punto pone una domanda essenziale: “Lei giudica l'ingresso nell'euro una scelta fallimentare?” “Sì. Capisco il PD che la difende, ma è solo perchè non ha altro da dire. Se si toglie l'euro, che ci ha rovinati, tutta l'esperienza di governo del centrosinistra, con Romano Prodi e con Carlo Azeglio Ciampi, è finita. Che cosa hanno combinato gli eredi del PCI, da quando quel partito si è sciolto? Hanno procurato agli italiani un po' di miseria in più tramite la scelta di entrare nell'euro, compiuta per giunta in modo autocratico, senza alcun referendum. Mi sembra piuttosto che stiamo smantellando metodicamente lo Stato sociale proprio in nome dell'Europa…siamo di fronte a un'enorme ondata di disagio e di rifiuto da parte dei cittadini, ai quali è stato impedito di dire la loro quando dall'alto calavano decisioni pesantissime o, peggio ancora, presentate in maniera ingannevole. L'introduzione dell'euro venne esaltata come un grande passo in avanti e invece ha portato al dimezzamento dei salari. Facciamo una terapia di salasso dei contribuenti e di macelleria sociale senza limiti solo per poter dire che l'Europa, cioè la Germania con i suoi vassalli nordici, è una grande potenza? Non mi pare un valore per cui sacrificarsi. Non abbiamo un governo (se ce l'abbiamo, è quello tedesco), non abbiamo un esercito, non abbiamo una statualità di tipo elvetico o statunitense. Abbiamo solo una moneta, che serve alla Germania per imporre all'eurozona i suoi prodotti, peraltro validissimi, mentre noi italiani rinunciamo ad avere una forza espansiva sui mercati. Inoltre, per puntellare tutto ciò, bisogna bastonare la Grecia, mettere in ginocchio la Spagna, schiaffeggiare il Portogallo, stangolare Cipro….Ma neanche la Santa Alleanza arrivava a tanto. E non si intravede una prospettiva a questo calvario.

lunedì 12 agosto 2013

Cos'è realmente il MES?? La sovranità dei cittadini aggirata a caro prezzo.

Cos'è realmente il MES?? La sovranità dei cittadini aggirata a caro prezzo.












Testo integrale del Trattato istitutivo del MES: link qui

Il Parlamento Italiano ha approvato l’adesione al MES con le seguenti votazioni:
12 Luglio 2012, approvazione del Senato della Repubblica con 191 SI, 15 astenuti, 21 NO;
19 Luglio 2012, approvazione della Camera dei Deputati con 325 SI (168 PD, 83 PDL, 30 UDC, 14 FLI, 11 Responsabili, 19 Gruppo Misto), 36 astenuti (20 PDL, 13 IDV, 3 Gruppo Misto) e 53 NO (51 Lega Nord, 2 PDL);
23 Luglio 2012, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma la Legge.
- See more at: http://www.mondoinformazione.com/notizie-italia/mes-meccanismo-europeo-stabilita/92988/#sthash.k9oEAuet.dpuf
ESM (o MES) ovvero, meccanismo europeo di stabilità. È questo il nome della nuova minaccia che si abbatte sul nostro Paese e sull'Europa tutta.
Si tratta, in poche parole, di instradare i 17 stati aderenti a questo 'patto fiscale' (l'Italia è fra questi) dentro a un meccanismo che, di fatto, istituisce un'organizzazione finanziaria intergovernativa: la, il MES, per l'appunto. L'accordo, nasce come insieme di modifiche al Trattato Europeo approvate il 23 marzo 2011 dalla plenaria di Bruxelles e ratificate dal Consiglio Europeo nel luglio dell'anno scorso. L'entrata in vigore del provvedimento, è prevista per luglio 2012.
IL MES, è quindi un'istituzione finanziaria internazionale ed ha il velato (neanche tanto) obiettivo di evitare il fallimento degli stati membri in difficoltà, prestando capitali.
Tale organizzazione, avrebbe quindi il compito di decidere la vita e la morte di uno stato, con la conseguente conclusione che la sovranità nazionale tanto sbandierata (in più occasioni anche nei nostri confini nazionali) verrebbe 'spezzettata'.
Il capitale di cui si doterà il MES, sarà di ben 700 miliardi di euro. L'organismo, sarà diretto dai 17 ministri dell'Economia dei paesi aderenti. Per l'Italia, quindi, avremo il Presidente Mario Monti, ex uomo di Goldman Sachs. Indovinate chi è che, se tale accordo dovesse ufficialmente passare, salirà sul podio dei maggiori contribuenti? Siamo noi! Sarà proprio l'Italia.
Basta vedere le percentuali di contribuzione sul trattato. Come ci racconta il blogger Claudio Messora, dalle pagine di Byoblu, analizzando il testo: “la percentuale di contribuzione […] per l'Italia è del 17,9137%. Siamo i terzi maggiori contribuenti in assoluto […] andate al secondo allegato, ottava riga. Abbiamo un milione e duecentocinquantamila quote (1.253.959, per la precisione) e contribuiremo con la bellezza di 125.395.900.000 €”.
euro
Il capitale di cui si doterà il MES sarà di ben 700 miliardi di euro
Dei 700 miliardi di capitale del MES, continua Messora: “80 andranno saldati subito […] in cinque anni […]. Il resto bisognerà corrisponderli non appena i 17 super governatori (tra cui Mario Monti) lo decideranno, insieme ad ogni altro aumento di capitale (quindi ben oltre i 125 della nostra quota parte) che verrà decisa a insindacabile giudizio dal MES. Cui nessuno potrà chiedere conto, essendo le sue sedi e i documenti personali di tutti i governatori assolutamente inviolabili e immuni a qualsiasi istituzione giuridica. […] Facendo due conti, il 17,9137% di 80 fa 14,32. Il che significa che dovremo […] pagare 14,32 miliardi cash in cinque anni. Fanno quasi tre miliardi all'anno”.

domenica 11 agosto 2013

Minima Mercatalia....filosofia e capitalismo DIEGO FUSARO

Minima Mercatalia....filosofia e capitalismo
DIEGO FUSARO


“Il mondo non è vero, ma vuol tornare a casa per mezzo degli uomini e della verità” (E. Bloch, Spirito dell'utopia)

La modernità è anche la storia del nesso di tensione, adattamento e contrasto tra la filosofia e l’assolutizzazione del mercato in cui si condensa lo spirito del capitalismo. Sulle orme di Hegel e di Marx, il libro delinea una fenomenologia dello spirito del capitalismo condotta sui due piani della storia della modernità e delle principali figure del pensiero che l’hanno animata. Massima alienazione dell’uomo rispetto alle proprie potenzialità ontologiche, l’odierno monoteismo del mercato è la prima società in cui regna sovrano il principio metafisico dell’illimitatezza, il “cattivo infinito” della norma dell’accumulazione smisurata del profitto a scapito della vita umana e del pianeta. In questo scenario, la filosofia resta il luogo del rischio assoluto: infatti, essa è il luogo della possibile resistenza al nichilismo della forma merce e, insieme, della sua eventuale legittimazione in stile postmoderno. 

 "Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore".
(K. Marx, "Miseria della filosofia")