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domenica 17 novembre 2013

UN SAGGIO DI “VERITÁ” SULL’EUROPA E SULL’EURO Prof. Giuseppe Guarino

UN SAGGIO DI “VERITÁ” SULL’EUROPA E SULL’EURO
Prof. Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino, già ordinario di Diritto pubblico alla Sapienza di Roma, già ministro delle Finanze (1987) e dell’Industria (1992-’93). La tesi del professore è che all’origine della moneta unica si sia realizzato un “colpo di stato”, attraverso un preciso regolamento comunitario, il numero 1466/97. 
Approfittando della fortissima volontà dei governi del tempo di superare a tutti i costi “l’esame” – sul fronte dei conti pubblici, per esempio –  necessario a entrare nella nuova area valutaria, la Commissione fece approvare infatti un regolamento che avrebbe vincolato in maniera decisa le leve della politica economica fino ad allora in mano agli stati membri.
Il ragionamento di Guarino è lungo ma non oscuro, narrato con stile piano, a disposizione – per volontà dello stesso autore – di chi lo volesse confutare. Qualcuno potrebbe sostenere, forse non a torto, che non di soli formalismi giuridici è costituito il processo d’integrazione europea. Ciò detto, è un fatto che pezzi d’establishment guardino con ansia crescente alle prossime elezioni europee, ritenute facile terreno di caccia per “populisti” anti moneta unica. Ieri pure l’agenzia di rating Moody’s ha parlato di rischi “non trascurabili” che in Italia “i partiti anti-euro prendano il potere con un programma di uscita dall'euro”. Guarino obbliga a confrontarsi con una lettura critica ma acuta, nient’affatto dozzinale, del tipo di mentalità dominante nella storia dell’integrazione europea. A meno di non accontentarsi di vivere in un’èra in cui tutte le vacche sono populiste, buona lettura. (mvlp)
Una espressione usata anche in atti formali, compreso il molto recente cosiddetto Fiscal compact (art. 1, comma 1) è quella di “Unione economica e monetaria” (Uem). L’Unione monetaria non è stata realizzata. L’Unione economica non è stata creata. Le monete circolanti con “valore legale” nell’Unione erano tredici al 1° gennaio 1999, data del lancio. Una, l’euro, moneta comune di undici stati. La sterlina e la peseta, “monete nazionali”. Oggi le monete sono dodici, di cui una, l’euro, moneta comune, undici, monete nazionali.
L’Unione economica non è stata creata. L’Atto unico europeo (Aue) e il Trattato dell’Unione europea (Tue), che sono i due Trattati ai quali ne viene attribuito il merito, si sono limitati a creare un “mercato unico”. E’ un grande spazio economico nel quale si applicano, come dominanti, i principi della libera iniziativa privata (libertà di impresa) e della più ampia apertura. Oggi la maggior parte dei rapporti economici del globo sono retti da discipline ispirate ai medesimi principi della libera iniziativa privata, quindi della libertà di impresa, in un mercato aperto. Si è costruito a livello quasi mondiale un mercato “unico”. Nessuno lo definirebbe “Unione economica”.
Il “mercato comune” formò oggetto precipuo dell’Aue, integrato successivamente dal Tue. Il Tue ha disciplinato oggetti nuovi, in modo particolare ha dettato una disciplina generale sull’attività economica e sui bilanci degli stati, quindi implicitamente sulla moneta comune.
Alle norme che avrebbero influito sulla concretizzazione della “moneta comune” si pose mano negli ultimi mesi di discussione sul Tue. A quel punto molti capisaldi della disciplina della moneta erano stati già fissati. La moneta sarebbe stata comune non a tutti gli stati dell’Unione, ma solo a quelli che si sarebbero assoggettati alla sua specifica disciplina. La decisione scaturì dalla indisponibilità del Regno Unito a rinunciare alla sua storica moneta, la sterlina. L’Unione, senza il Regno Unito, sarebbe nata monca. Fu concessa al Regno Unito la clausola dell’“opting out”. Avrebbe potuto aderire all’euro, dimostrando di averne i requisiti, in qualsiasi momento successivo. Concessa al Regno Unito, la clausola non poté essere negata alla Danimarca. Fu concessa di fatto, in assenza di deroga formale, alla Svezia, il primo paese ad aderire all’Ue, dopo la stipula del Trattato. L’art. 109 k) ha finito per contemplare due distinte categorie di paesi membri, quelli ammessi all’euro, denominati senza deroga, e quelli che continuano ad avvalersi della propria moneta, denominati “paesi con deroga”. L’art. 109 k) indica gli articoli del Tue che si applicano ai soli paesi senza deroga.
Come il Regno Unito aveva dichiarato che non avrebbe rinunciato alla sterlina, così la Germania precisò che avrebbe aderito all’Unione e alla moneta unica solo se questa fosse risultata simile al marco. Il marco era la moneta storica della Germania.

venerdì 15 novembre 2013

SUPERCAPITALISMO=EURO=LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI=MERCATO SENZA REGOLE=LOBBISMO=STATI UNITI D'EUROPA=PIU' CORRUZZZZIONE ISTITUZIONALE.

SUPERCAPITALISMO=EURO=LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI=MERCATO SENZA REGOLE=LOBBISMO=STATI UNITI D'EUROPA=PIU'CORRUZZZZIONE ISTITUZIONALE.
 
Da tempo non riesco a guardare i nostri principali talk show dedicati all’approfondimento politico senza provare conati di vomito. A parte la Gabbia di Paragone, il resto del panorama è nella migliore delle ipotesi desolante. Programmi come Ballarò di Floris e Otto e Mezzo di Gruber, poi, non hanno nulla da invidiare all’istituto Luce di mussoliniana memoria. Banalità, pensiero unico a difesa degli interessi della tecnocrazia nazista che guida la Ue e pizzini intimidatori all’indirizzo dei non allineati dominano la scena quasi dappertutto. Fino a ieri Servizio Pubblico di Michele Santoro, a parte la teatralità del presentatore campano, risultava perfettamente aderente rispetto al tragico contesto disinformativo dilagante (clicca per leggere). D’altronde la massoneria reazionaria non avrebbe potuto disintegrare scientemente l’apparato produttivo dei Paesi che compongono l’area euro senza prima essersi assicurata il controllo totale e asfissiante dei principali mezzi di comunicazione. Da anni a questa parte è sostanzialmente vietato avanzare critiche nei confronti dell’attuale costruzione europea. Dogmi come austerità, pareggio di bilancio e privatizzazioni vanno accolti per fede, pena l’esclusione dal circuito che conta con annesso oscuramento e definitivo oblio. Improvvisamente, trascorsi anni di sciagure causate da politiche miopi e criminali, una piccola breccia sembra essersi finalmente insinuata nel sistema. Dopo la dura presa di posizione del Tesoro americano nei confronti della Germania, guarda caso, alcuni importanti giornalisti hanno improvvisamente trovato il coraggio di osare l’inosabile. Solo così si spiega lo spazio concesso ieri da Santoro in prima serata ad un efficace Alberto Bagnai, economista eterodosso che vanta eloquio forbito e buone letture. In presenza del redivivo e balbettante viceministro Stefano Fassina, meno peggio del solito (clicca per leggere), l’autore de Il Tramonto dell’Euro ha letteralmente disintegrato, dati e grafici alla mano, tutta una serie di falsi miti che da decenni obnubilano la mente degli italiani. Demoni mostruosi e inattaccabili come lo spauracchio del debito pubblico, la bontà dei vincoli europei e l’utilità dei necessari sacrifici evaporavano di fronte al lucido e pacato argomentare del professore fiorentino. Solo uno dei miti che ancora affollano maleficamente la mente degli italiani resiste ancora a dispetto della più solare evidenza: quello tendente a leggere la crisi in chiave auto-accusatoria, quale scontato e giusto risultato dei soliti mali che affiggono l’Italietta dedita allo spreco, al malaffare e alla corruzione. E’ facile quanto scorretto soggiogare le masse titillandone l’atavico istinto alla autoflagellazione, per giunta spacciato con fare sulfureo quale unica via praticabile al fine di scacciare il male sopravvenuto a causa del peccato. Su questa linea, falsa e strumentale, si posizionavano un gruppo di giovinastri fortunatamente emigrati all’estero nonché il solito Marco Travaglio in versione Savonarola. E’ bene che i cittadini comprendano con chiarezza che la macroeconomia, checché ne dicano alcuni interessati scribacchini, non è una sottobranca dell’etica. Tutti naturalmente vorremmo vivere all’interno di una società onesta e rispettosa delle regole, ma, al di là della facile retorica, la ricchezza complessiva di un Paese dipende da altri fattori. Esistono infatti società molto corrotte ma ricche, così come ne esistono altre povere ma probe. Non c’è bisogno di scomodare la favola delle api di Bernard de Mandeville per rendersene conto (clicca per leggere). Giusto per fare qualche esempio: sapete quale grande azienda multinazionale ha dovuto pagare una multa salatissima per avere ammesso di avere pagato fior di tangenti a destra e a manca? La tedesca Siemens (clicca per leggere). La banca HSBC, al centro di condotte che definire spericolate è un eufemismo (clicca per leggere), è forse il frutto avvelenato della atavica corruzione asiatica, africana o sudamericana che genera povertà ed esclusione sociale? Non mi pare. La verità è semplice ed è un’altra. I Paesi ricchi elaborano spesso al proprio interno sistemi sofisticati e complessi per accaparrarsi ingenti risorse con qualunque mezzo riuscendo quasi sempre con la forza e con l’arguzia ad aggirare il controllo di legalità; quelli poveri, invece, esprimono in genere classi dirigenti che si vendono per un piatto di lenticchie. Vi faccio un’altra domanda: se domani, in virtù di un inasprimento dei controlli fiscali, l’evasione crollasse sensibilmente, al lume del vostro intelletto l’Italia risulterebbe nel suo complesso più ricca o più povera? Io vi dico che sarebbe più povera, perché la minore ricchezza privata circolante determinerebbe un ulteriore crollo dei consumi, mentre le maggiori risorse reperite provvisoriamente dallo Stato finirebbero con l’essere utilizzate da masnadieri come Letta e Saccomanni per pagare gli interessi alla banche speculative tedesche e francesi senza che il sistema Italia possa trarne nei fatti alcun beneficio sostanziale. In pratica l’ipotetico comodino pignorato da Equitalia al pensionato insolvente con il fisco finirebbe immediatamente nella disponibilità dei soliti voraci colossi finanziari internazionali che creano e disfano le carriere politiche di figuranti mediocri ed etero-diretti come Enrico Letta. Siete ancori sicuri del fatto che la giustizia formale cammini sempre in compagnia della giustizia sociale, del buon senso e della crescita economica? Perlomeno pensateci.
Note conclusive:
1) Alla fine degli anni ’80, poco prima dello scoppio di Mani Pulite, l’Italia superava in termini economici la Gran Bretagna, diventando così la quinta potenza industriale al mondo nonostante il dilagare di tangenti e mazzette (clicca per leggere)
2) Non è vero che la spesa pubblica italiana è esorbitante. Al contrario, spiega Brancaccio, è sotto la media Ue (clicca per leggere)
3) Non è vero che la montagna del debito pubblico italiano è figlia delle politiche allegre dei partiti della prima Repubblica. Il debito italiano esplode in conseguenza della separazione tra Tesoro e Banca d’Italia avvenuta nel 1981 per volontà di Beniamino Andreatta. Decisivo passo nella direzione dell’asservimento dell’interesse pubblico nei confronti delle oligarchie finanziarie private (clicca per leggere)
Francesco Maria Toscano
15/11/2013


Alberto Bagnai Servizio Pubblico 14-11-2013

Alberto Bagnai: “Se c’è un problema e se c’è rigidità del cambio, dobbiamo abbassare i salari. Ecco perché c’è una diseguaglianza, e c’è una intera fascia di popolazione che si chiede come si può votare certi partiti che hanno portato a questa situazione sull’euro.
 “C’è un’intera fascia di popolazione che si chiede come fa a votare i partiti che hanno accettato di aderire ad un sistema monetario in cui quando c’è uno shock ricade sul mondo del lavoro”

The Brussels business: viaggio nel mondo delle lobbies

lunedì 28 ottobre 2013

M. Monti: “Stiamo distruggendo la domanda interna”

M. Monti: “Stiamo distruggendo la domanda interna”

 

 
Fareed Zakaria's defence of neo-liberalism runs into trouble when Italian PM says "fiscal discipline" destroying domestic demand 

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“We are actually destroying domestic demand through fiscal consolidation”
tradotto
“in realtà stiamo distruggendo la domanda interna tramite il consolidamento fiscale”




Ma qualcuno ci aveva avvertiti:

sabato 26 ottobre 2013

Pescara 2013 "Euro, mercati, democrazia - Come uscire dall’euro" diretta video.

Pescara 2013 "Euro, mercati, democrazia - Come uscire dall’euro" diretta video.

  a/simmetrie in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell’Università Gabriele d’Annunzio organizza l’edizione 2013 del convegno internazionale Euro, mercati, democrazia, intitolata Come uscire dall’euro. L’evento si svolgerà nei giorni 26 e 27 ottobre, presso il centro congressi dell’Hotel Residence Serena Majestic a Montesilvano (PE), con la partecipazione di importanti relatori internazionali.

 

Prof. Alberto Bagnai

   

Il programma dell’evento è disponibile qui.

 

Programma dell’evento

I lavori del convegno si apriranno con una prolusione, tenuta sabato pomeriggio da Joao Ferreira do Amaral (Istituto Superiore di Economia e Management di Lisbona). Seguirà la presentazione di relazioni sulla crisi dell’eurozona (di Bagnai, Borghi, Fusaro, Kawalec, Montero Soler, Panagiotis, Pozzi, Zezza). Nel pomeriggio di domenica si terrà una tavola rotonda sul tema L’impatto della crisi economica sul mondo dell’informazione (partecipano Antonello Angelini, Stefano Feltri, Giulia Innocenzi, Vito Lops, Massimo Rocca, Simone Spetia). I lavori si concluderanno con la presentazione del testo Euro e (o?) democrazia costituzionale, di Luciano Barra Caracciolo.
Segui la diretta in streaming dell'evento a cura di Simone Curini.
 http://www.ustream.tv/channel/m5s-simone-curini

 

mercoledì 16 ottobre 2013

IL GOVERNO FANTOCCIO DELLE BANCHE........

IL GOVERNO FANTOCCIO DELLE BANCHE........

LETTA ''Io so benissimo che molti avrebbero sperato che noi fossimo in grado di stampare moneta,ma tra le competenze del nostro governo e del ministro dell'economia Saccomanni non c'è quella di stampare moneta.Quindi noi dobbiamo tenere i conti in ordine.''DAL MIN. 15.10  http://www.youtube.com/watch?v=Jr7RvAdzEEg&feature=player_detailpage#t=916

Letta presenta il bluff della legge di stabilità 2014 CONFERENZA STAMPA INTEGRALE.

 L’Italia e altri paesi affondano nella recessione e nella disoccupazione per mancanza di investimenti, aumento delle tasse, crollo della domanda, tagli del welfare.Quanti di voi hanno seguito la conferenza stampa dell'uomo che ha promesso di voler morire per Maastricht?Bene,la parte più interessante della messinscena inizia dal min.15.10.Il capo del governo fantoccio ci spiega che tra le competenze del governo e del ministro dell'economia di guerra Saccomanni non c'è quello di stampare moneta.Bella scoperta.Intanto il paese muore.


SIAMO ALLA RESA DEI CONTI......MA QUALCUNO  CE  L'AVEVA  DETTO.....

 

 Paul Krugman  

''(l’Unione monetaria non è stata progettata per fare tutti contenti. È stata progettata per mantenere contenta la Germania – per offrire quella severa disciplina antinflazionistica che tutti sanno essere sempre stata desiderata dalla Germania, e che la Germania sempre vorrà in futuro)''
''Quello che è successo è che entrando nell’euro, la Spagna e l’Italia hanno ridotto loro stessi a paesi del Terzo Mondo, che prendono in prestito la moneta di qualcun’altro, con tutte le perdite di flessibilità che tale operazione comporta. In particolare, siccome i paesi dell’area euro non possono stampare moneta neanche in casi di emergenza, sono soggetti a interruzioni di finanziamenti, a differenza dei paesi che invece hanno mantenuto la propria moneta. Il risultato è quello che abbiamo tutti sotto gli occhi.”

“Qual è l’alternativa? Ebbene, nel 1930 [...] la condizione essenziale per il recupero era l’uscita dal gold standard. La mossa equivalente adesso sarebbe l’uscita dall’euro, e il restauro delle monete nazionali.“

lunedì 7 ottobre 2013

L'elettore raggirato: la democrazia alla prova dei sistemi di voto.

L'elettore raggirato: la democrazia alla prova dei sistemi di voto.
'' Dal 1993 nel nostro paese vige un sistema elettorale che distorce completamente la volontà popolare. In fondo era proprio questo il senso di quell'operazione, ossia dava fastidio l'idea che ci fosse una rappresentanza parlamentare di forze minoritarie, di opposizione radicale. Non bastava più detenere il potere in forma piena, ma bisognava cacciare dal Parlamento qualunque voce non omologata e la via più elegante era quella del maggioritario, fondato su un principio assolutamente cretino che si chiama "governance", che detto in inglese fa più effetto. Invece, piaccia o non piaccia, il compromesso tra forze diverse è l'unico modo per dare voce alla maggior parte dei cittadini. '' Luciano Canfora
 

http://www.youtube.com/watch?v=i942hB6AVRc

Pubblicato in data 30/set/2013
Festival del diritto, 2013, Piacenza
"Le incertezze della democrazia"

29 settembre 2013
Luciano Canfora
"L'elettore raggirato: la democrazia alla prova dei sistemi di voto"

Fonte video:festival del diritto Piacenza

Il maggioritario uccide la democrazia. La governance? Una cretinata

 

Intervista allo storico Luciano Canfora
Nel suo ultimo lavoro "La trappola" lei punta l'indice sul sistema elettorale maggioritario indicato come origine di quasi tutti i mali che hanno afflitto la vita politica italiana nell'ultimo ventennio.
Dal 1993 nel nostro paese vige un sistema elettorale che distorce completamente la volontà popolare. In fondo era proprio questo il senso di quell'operazione, ossia dava fastidio l'idea che ci fosse una rappresentanza parlamentare di forze minoritarie, di opposizione radicale. Non bastava più detenere il potere in forma piena, ma bisognava cacciare dal Parlamento qualunque voce non omologata e la via più elegante era quella del maggioritario, fondato su un principio assolutamente cretino che si chiama "governance", che detto in inglese fa più effetto. Invece, piaccia o non piaccia, il compromesso tra forze diverse è l'unico modo per dare voce alla maggior parte dei cittadini.
I sostenitori del sistema bipolare-maggioritario le potrebbero obiettare che quest'ultimo è stato partorito da un referendum e quindi dalla volontà popolare.
Anche Benito Mussolini nel '29 ebbe un plebiscito referendario autentico. Il referendum del '93 è stato architettato dai vertici politici dei partiti principali. Quando il Pds ex Pci si convertì al bipolarismo pensando di vincere al tavolo da gioco le successive elezioni tutta la macchina di propaganda culturale, politica e giornalistica di quel partito si mise a suonare le campane a favore del maggioritario e portarono alle urne grandi milioni di persone raccontandogli una grossa menzogna.
Quale?
Che il sistema proporzionale frantuma la rappresentanza e tende a favorire accordi sottobanco tra i partiti. Ricordare che gli elettori hanno scelto è un'ovvietà, è come dire che l'acqua è bagnata, in realtà gli elettori scelsero come furono portati a scegliere, furono pilotati, martellati e oprati alle urne. Che l'elettorato possa compiere scelte sbagliate è evidente e la Storia ci fornisce diversi esempi.
In teoria il Porcellum sarebbe un sistema proporzionale
Solo in teoria poiché nel momento stesso in cui si introducono i concetti di quorum e di premio di maggioranza siamo all'interno di una cornice maggioritaria.
Come è cambiata la politica italiana in questo ventennio?
Continuiamo a dire le cose ovvie perché è molto utile. Il maggioritario qualunque ne sia la forma e qualunque ne sia la regola, impone all'elettore due strade. O votare per un partito che non gli piace, il cosiddetto "turarsi il naso" o addirittura lo spinge a non votare. Da vent'anni noi stiamo percorrendo entrambe le strade, l'astensione aumenta in modo vertiginoso, ultimo esempio le comunali di Roma dove la metà degli aventi diritto è rimasta a casa. E al tempo stesso, attraverso il ricatto del voto utile, costringiamo gli elettori a scegliere partiti lontani dalle proprie idee e convinzioni, alimentando la disaffezione per la politica. Quando ci viene scioccamente detto che le cosiddette grandi democrazie hanno intrapreso questa strada, si può citare l'America dove la gran parte degli elettori non va alle urne. Stessa musica per la Svizzera dove belle varie tornate si ha un'affluenza dei circa il 25-30%. Dire che questa è una prova di maturità per la democrazia è il colmo della stupidità.

sabato 5 ottobre 2013

I NUOVI BURATTINI °DEMONICRISTIANI

I NUOVI BURATTINI °DEMONICRISTIANI 

 

In questi ultimi giorni abbiamo assistito stupefatti ad un profluvio di ipocrisie, vigliaccate e menzogne. Fra tutte le falsità ascoltate nelle ultime ore, ce n’è una che mi ha indignato particolarmente. Quella cioè tendente ad accreditare l’idea di una imminente “rinascita” della Dc, propiziata dal “responsabile” accordo fra due “moderati doc” come Enrico Letta e Angelino Alfano avvenuto sotto lo sguardo commosso e severo di Giorgio Napolitano, re d’Italia e (in prospettiva) imperatore d’Etiopia. La storia della Dc è costellata di luci e ombre, ma nessuno può permettersi di confondere il partito che fu di Sturzo, De Gasperi, La Pira e Moro con le pagliacciate di due ragazzetti insipidi e vuoti, etero-diretti dai massoni reazionari continentali per completare una trasformazione in senso oligarchico e feudale della civiltà occidentale.  A tutto c’è un limite. Comprendo le ragioni che inducono il mainstream ad affibbiare la patente di “centrista ragionevole” a quelli che accettino supinamente di assecondare le pulsioni assassine che pervadono il politburo di Bruxelles. Si tratta di una strategia comunicativa sapiente e pianificata che, per contrasto, bolla come esagitati perfino i pochi che esprimono un pensiero critico morbido e argomentato. Ma quanto potrà durare un sistema di potere che si alimenta di imbrogli e raggiri? Basta autodefinirsi “moderati” per esserlo per davvero? A dispetto dei morti provocati, dei suicidi indotti e delle sofferenze dolosamente inflitte, per quanto goffamente nascoste dal piglio finto-contrito di chi continuamente si strugge  “per il bene del Paese”? Vergognatevi miserabili, ipocriti e furabutti! Abbiate il coraggio di assumere fino in fondo la responsabilità derivante dalle vostre indegne e sanguinarie condotte. Senza nascondervi dietro un paravento fumoso e in via di dissoluzione che, innalzato da media complici e compiacenti, prova a rappresentarvi come campioni di un popolo dei “moderati” alla continua ricerca di soluzioni possibili e di buon senso. Siete solo dei volgari nazisti di ritorno, altro che legittimi eredi di un partito di massa che in un paio di decenni ha trasformato un Paese come l’Italia, povero, analfabeta e agricolo, in una delle principali potenze industrializzate del pianeta. In queste ultime ore i massoni reazionari hanno lavorato alacremente per puntellare il governo del fedele servitore Enrico Letta. Non passava giorno senza che i vari Rehn, Schulz, Barroso e fratelli reazionari, ovunque dislocati, non inviassero alle solite agenzie lettere d’amore all’indirizzo del nipotino preferito del felpato zio Gianni. Accadeva lo stesso, ricorderete, durante il governo del divino Monti, quando, nonostante tutti gli indicatori economici dimostrassero il contrario, la solita carovana col cappuccio si congratulava con il becchino della Bocconi per “gli impressionanti risultati raggiunti”.

martedì 1 ottobre 2013

Il fallimento dell'Euro e dell'Ue......

 Il fallimento dell'Euro e dell'Ue......

CON L’EURO LAVOREREMO UN GIORNO IN MENO GUADAGNANDO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO IN PIÙ. ROMANO PRODI 1999 

 

01/10/2013 Istat: 

Italia disoccupazione giovani al 40,1%, è record.

Ad agosto 2013 in Italia gli occupati sono 22 milioni 498 mila, gli abitanti 59 milioni 700 mila. Traete le vostre conclusioni.

Ad agosto 2013 il tasso di disoccupazione si attesta al 12,2%. Tranquilli è la svalutazione interna, tutto regolare.

 Disoccupazione  al 12% è top dal 1977 

 E oggi 1 ottobre 2013 il governo italiano aumenta l'IVA al 22%

Mi raccomando...non fermate la ripresa!!!

L'Italia non ha altra scelta che uscire dall'Euro e dall'Ue, e sarà costretto a farlo dagli eventi.
 Prof. Alberto Bagnai

58 anni di disoccupazione in Italia

Un  interessante scambio su Twitter mi ha fatto capire che nel mondo dell'informazione sono per lo più ignoti (a meno che non siano travisati) alcuni fatti cruciali relativi all'economia italiana. Con l'occasione, mi preme sottolineare che il Sole24Ore, per una volta, ha fornito il dato in modo corretto: dire che il dato attuale è il più elevato dal 1977, infatti, non significa dire che il dato attuale sia uguale a quello del 1977, cioè che si sia, per così dire "tornati" al 1977. Significa semplicemente dire che se si va indietro fino al 1977 con i dati dell'Istat non si riscontra mai un valore altrettanto elevato.

Credo che la forzatura commessa dal dr. Zucconi, affermando che "siamo tornati al 1977", risenta di un suo certo qual desiderio compulsivo di ricostruire orwellianamente la storia, un peccatuccio nel quale ogni tanto egli incorre (se sia veniale o meno lo giudichino i lettori, considerando la recidiva, e la posizione di responsabilità che il personaggio occupa).

Tuttavia alcune osservazioni fatte da lettori del mio blog mi hanno reso consapevole del fatto che, al di là delle possibili distorsioni ideologiche, esiste un reale bisogno di informazione statistica corretta. Voglio chiarire che in questo caso la distorsione ideologica appare determinata dalla volontà di indurre nel lettore l'idea che quando l'Italia era dotata di una propria valuta nazionale tutto (disoccupazione inclusa) andasse peggio. Una volontà palesata dal tanto rivelatorio quanto ingenuo "e non potevamo nemmeno dare la colpa all'€". Insomma, Zucconi è effettivamente convinto che negli anni '70 la disoccupazione fosse a due cifre, e ovviamente, se così fosse stato, non si sarebbe che potuto concludere con lui che l'euro non c'entrava nulla (essendo ancora in mente Dei, o più esattamente nella mente di Werner).

Peccato però che le cose non stiano esattamente così.
Continua a leggere dalla fonte

mercoledì 18 settembre 2013

“Le larghe intese sull’art.138 sono liberticide”

“Le larghe intese sull’art.138 sono liberticide”

  

"La recente approvazione del ddl costituzionale che deroga all’articolo 138 è una iniziativa liberticida. Ma nel difendere la Costituzione non dimentichiamoci che i poteri effettivi delle istituzioni parlamentari si stanno riducendo a favore di organismi non elettivi e onnipotenti. Questa è la vera sfida che le democrazie contemporanee hanno di fronte".

Intervista a Luciano Canfora di Emilio Carnevali
Grecista di fama internazionale, storico dell’età classica, Luciano Canfora è, fra le altre cose, un acuto indagatore del concetto di democrazia, delle sue contraddizioni ed aporie, dello iato fra l’ideale e le sue realizzazioni concrete. Ha accettato di discutere con Micromega dei tentativi in corso di riformare la Costituzione da parte della maggioranza delle “larghe intese”.

Professore, come giudica la recente approvazione del disegno di legge costituzionale che istituisce il “comitato dei 40” e permette di derogare all’articolo 138 della Costituzione?
Ovviamente la considero un’iniziativa liberticida, perché l’articolo 138 è una garanzia contro i colpi di mano. La questione fu spiegata bene da Dossetti molto tempo fa, anche se tantissimi politici non l’hanno capita o fanno finta di non capirla. L’art. 138, oltretutto, dimostra la illegalità di qualsiasi sistema elettorale che non sia rigorosamente proporzionale. Il dispositivo previsto richiede infatti una maggioranza qualificata dei due terzi dei parlamentari per operare cambiamenti della Costituzione, in modo da garantire che il processo di riforma rispecchi effettivamente la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini. Siccome i sistemi maggioritari falsano questo rapporto – un partito che incassa il 30% dei voti può anche ottenere una consistente maggioranza degli eletti in parlamento e fare, in teoria, quello che vuole – ecco che l’articolo 138 viene di fatto calpestato da queste regole elettorali.
Di fronte a tele contraddizione sono i molti a pensare – forti della loro radicata tendenza all’illegalità – di procedere direttamente alla cancellare dell’articolo 138.

I difensori di questa iniziativa fanno appunto notare che con l’articolo 138 non è necessario un referendum confermativo se la riforma viene approvata con una maggioranza di più di due terzi. Con la nuova procedura il ricorso alla consultazione popolare è garantito in ogni caso. Non mi pare una grande consolazione. È chiaro che se uno viene messo in carcere c’è sempre la possibilità dell’evasione. Ma sarebbe molto meglio non finirci in prigione.

sabato 7 settembre 2013

Papa Francesco:''la pace si afferma solo con la pace''.

PAPA FRANCESCO:''la pace si afferma solo con la pace''.
 

Papa francesco alla Veglia per la pace in siria, 07.settembre.2013

Testo integrale della omelia del Papa a veglia di preghiera per la pace.Un grande testo che va alle radici dell'uomo.
 «Dio vide che era cosa buona» (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio. Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?

1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con il Dio che è amore, fedeltà, bontà si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro. Questa sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Non è forse questo il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, nelle e tra le nazioni? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall’amore? 

giovedì 5 settembre 2013

Evasione fiscale, Letta annuncia battaglia. Peccato che..il condannato per frode fiscale e il condono della vergogna.

 



Evasione fiscale, Letta annuncia battaglia. Peccato che..il condannato per frode fiscale e il condono della vergogna.

  Letta al G20:"Il secondo grande tema è la lotta ai paradisi fiscali'' intanto il governo da un super sconto sulla multa comminata a dieci società attive nel business dell'azzardo..... molte di loro hanno le holding di controllo in Paesi offshore.

"Chi ha portato i soldi fuori dall'Italia deve sapere che non è come 5-10 anni fa, sappiano che conviene riportare i soldi e pagare quello che si deve perchè la situazione internazionale non consente più le coperture di prima". Enrico Letta, che simpatico umorista. Anche se non si comprende la fine della frase: significa che fino all'altro ieri tutto sommato potevamo chiudere un occhio o entrambi? (cosa che abbiamo fatto benissimo)

Al di là del lapsus, l'umorismo di Letta è di altissimo livello. Riavvolgiamo il nastro all'autunno 2009, mese di ottobre. Il Pdl, all'epoca saldo al governo in compagnia della Lega Nord e del futuro 'pentito' Gianfranco Fini, sta per varare l'ennesimo scudo fiscale. Hai capitali all'estero? Non importa in che modo li hai ottenuti, riportali in Italia, paghi il 5% di quanto hai fatto rientrare e sei a posto. Ah dimenticavo, il Fisco non ti potrà chiedere conto di nulla, perchè lo Stato ti garantisce l'anonimato. E se hai commesso reati, questi non sono contestabili. Su altre latitudini verrebbe definito "riciclaggio di Stato", ma mica stiamo qui a spaccare il capello in quattro.
E non vi azzardate a chiedere al Capo dello Stato di non firmare il provvedimento perchè lui vi risponde: "Tanto me lo rimandano uguale". Al tempo Giorgio non era ancora il Re Sole di oggi. Quando Antonio Di Pietro attaccò il Capo dello Stato per aver firmato, Enrico Letta alzo il ditino contro l'ex magistrato: "Stavolta ha esagerato". Forse per il futuro premier, Giorgio è sempre stato il Re.
Il 2 ottobre 2009 è in programma il voto finale alla Camera. Nelle file della maggioranza ci sono molti assenti, occasione ghiotta per il centrosinistra di zittire tutti i malpensanti che parlano di 'connivenza' tra Pd e Pdl. Ma il provvedimento passa lo stesso, con 20 voti di scarto. Quanti assenti nel Pd? Esattamente 22Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giamomo Portas, Sergio D'Antoni, Linda Lanzillotta, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli. Madia e D'Antoni assenti 'giustificati' per cause mediche. Lanzillotta, Melandri e Pistelli a Madrid per seguire un convegno (evidentemente più importante). 
Fonte: http://it.ibtimes.com/articles/53374/20130724/letta-evasione-scudo-fiscale-pd-2009-berlusconi-governo.htm

domenica 1 settembre 2013

Le radici della guerra..la propaganda tra passato e presente....


Le radici della guerra..la propaganda tra passato e presente....

Se la nostra civiltà comprendesse fino in fondo cosa sia veramente la guerra e non ne avesse una visione edulcorata dalla propaganda di cinema, tv e media, non sarebbe possibile ai potenti del pianeta servirsi di questo mezzo ignobile.
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''Il bluff delle armi di distruzione di massa: IRAQ 2003''



Dal libro ''Esportare la libertà...il mito che ha fallito'' 
di Luciano Canfora
Da sempre i governi e gli stati coprono con altisonanti dichiarazioni i motivi spesso cinici che stanno alla base delle guerre da loro scatenate. Secondo Luciano Canfora, il proposito americano di esportare la libertà in Iraq è solo l'ultimo esempio di questo oliatissimo meccanismo propagandistico. Sparta combatté la guerra del Peloponneso sostenendo di voler liberare i Greci dall'oppressione ateniese; le guerre napoleoniche determinarono la trasformazione della Francia rivoluzionaria in impero bonapartista; i conflitti regionali della Guerra Fredda (Vietnam, Medio Oriente, Afghanistan), furono sempre inseriti nel contesto di una lotta per l'affermazione della democrazia nel mondo. Canfora dimostra in un'analisi acuta e spesso provocatoria che la politica internazionale si è sempre servita del richiamo all'ideale libertario per coprire le logiche di lotta per il dominio che inevitabilmente condizionano lo scenario internazionale. Un appassionato atto d'accusa contro le nefandezze compiute in nome di nobili principi e supremi ideali e allo stesso tempo un disincantato repertorio di casi storici recenti e remoti, accomunati da quella che Canfora definisce una emblematica "torsione morale, culturale e politica" che consente a uno stato di perseguire una cinica politica di egemonia, fregiandosi allo stesso tempo del titolo di difensore della libertà.

giovedì 29 agosto 2013

Nessun complotto...ce lo dicevano chiaramente!! BONN Pentirsi e guidare l' Europa.

Nessun complotto...ce lo dicevano chiaramente!!

BONN Pentirsi e guidare l' Europa.

 


Dirk Freitag (Istituto monetario europeo):''Perno del nuovo sistema tedesco e' ovviamente la moneta europea che pero' , secondo Dirk Freitag (Istituto monetario europeo), dovra' essere inchiodata al marco, o meglio dovra' essere tanto simile al marco da risultare di fatto la stessa cosa.''

Karl Lamers, responsabile per la politica estera della Cdu:"In Europa dobbiamo comandare noi, ma senza che nessuno se ne accorga!" ("Wir mussen fuhren, aber ohne dass es jemand merkt!", "Die Zeit", 12 maggio). 

Il nuovo sistema tedesco si sta formando grazie ad una progressiva convergenza tra la messa a punto degli obiettivi economici e la definizione degli spazi politici dentro i quali sembra possibile raggiungerli; sicche' i cavalieri della Finanza come Norbert Walter (Deutsche Bank) propongono, e gli strateghi della politica come Lamers e Schauble (Cdu) si preparano a disporre.





BONN Pentirsi e guidare l' Europa.


Una potenza in un continente pieno d' incognite. A partire dalla Russia. Un impero centrale che guardi all' Est puo' ritrovare a Mosca il vecchio nemico geopolitico. Ritrovata l' autorita' morale, Kohl puo' dispiegare la forza economica senza pagare pedaggi.

 (4 giugno 1995) -ARCHIVIO Corriere della Sera un articolo di Vertone Saverio.

 VIAGGIO NELL' IMPERO TEDESCO . 3 Nel cinquantenario della guerra la Germania ha colto l' occasione per rinnegare il passato nazista. Ora vuol essere leader TITOLO: Pentirsi e guidare l' Europa Una potenza in un continente pieno d' incognite. A partire dalla Russia Un impero centrale che guardi all' Est puo' ritrovare a Mosca il vecchio nemico geopolitico Ritrovata l' autorita' morale, Kohl puo' dispiegare la forza economica senza pagare pedaggi -

venerdì 23 agosto 2013

Luciano Canfora: L’UE, inattesa realizzazione del sogno di Hitler.........

 Luciano Canfora: L’UE, inattesa realizzazione del sogno di Hitler.......

 

  

  “Mi chiedo che cosa significhi questa ideologia europeista. Ne deduco che esista un valore denominato Europa. Ma allora vorrei capire se esiste anche un valore Asia o Africa. Perchè non dichiararsi asiatisti o africanisti, piuttosto che europeisti? E l'Australia, dove la mettiamo? Non si sente l'esigenza di uno spirito australianista?” 

Luciano Canfora, noto filologo e appassionato studioso di storia antica, ha recentemente dato alle stampe la sua ultima fatica (“Intervista sul potere”, ed. Laterza), una lunga digressione sotto forma di intervista su una moltitudine di temi: dal senso della democrazia a Napoleone, da Mao ai rapporti tra Sparta ed Atene, da Tucidide all'Euro. E proprio sul senso politico e sociale di quest'ultimo dedica l'ultimo capitolo, intitolato significativamente “Elite e popolo”. 

 

Messo sotto fuoco incrociato lo spirito internazionalista, ciò che le élites propongono in sua vece è una poco elegante riduzione linguistica del coacervo di interessi che ha spostato e sta spostando immense somme di denaro dalle tasche dei cittadini alle loro. Ciò avviene nel nome di quella dottrina europeista che riempie quotidianamente pagine di giornali e programmi televisivi. Dottrina che permette all'AD della Fiat di delocalizzare lasciando a casa migliaia di lavoratori. “Non bastano i vantaggi che mi offre l'Italia, dichiara Marchionne, perchè se vado in Serbia posso guadagnare di più…mi da un certo fastidio chi sostiene chi ci siano “dottrine” adatte a giustificare comportamenti del genere. Tutto dipende, ripeto, dai rapporti di forza.”
A tale riguardo la denuncia di Canfora è precisa: “l'equilibrio delle forze si è spostato nettamente a favore di questi ceti tecnocratici ristretti, che non intendono farsi governare dal potere politico. Al contrario, sono essi che non solo lo influenzano, lo rimbrottano e lo limitano, ma addirittura lo contrastano apertamente e lo soverchiano”.
Quindi lo scenario attuale vede un apparato politico (che dovrebbe regolamentare la vita sociale nel nome del massimo profitto per i cittadini) succube di quelle forze elitiste, e si ritrova ad assecondare ogni loro capriccio, semantica inclusa. Tutto ciò si traduce in una “perdita di sovranità degli Stati nazionali, in particolare dell'Italia, rispetto all'influenza dei mercati finanziari.”
Questo stato di cose, nel quale i cittadini sono destinati a perdere sempre più potere a favore delle élites, è determinato da un processo ben definito: “via via che si internazionalizza la produzione cresce enormemente il potere di ricatto della grande industria e delle banche.
La globalizzazione è quindi quel processo che permette a grandi industrie e banche di entrare a pieno titolo nelle aule parlamentari per far valere i propri interessi a tutto svantaggio di quelli dei cittadini. Ma il profitto (di cui banche e corporation sono gli attuali maggiori difensori) non è anche fautore dello sviluppo? “Il problema è esattamente questo: se si debba ritenere che il profitto sia un valore assoluto, in quanto unico possibile motore dello sviluppo, o se lo sviluppo stesso possa essere un fatto sociale, che non si basa necessariamente sul tornaconto individuale. E' un dilemma con cui siamo alle prese da secoli. Io sono convinto che i capitalisti non siano benefattori dell'umanità e che la crescita economica non passi necessariamente per l'esaltazione di un egoismo esasperato, individuale o collettivo.”
Eppure ci dicono che le attuali politiche europee siano l'unico approdo sensato per evitare il disastro del ritorno alle monete locali. “Io contesto alla radice l'attuale retorica europeista. Ci viene fatto credere che questo tipo di costruzione, che notoriamente ci penalizza rispetto alla megapotenza tedesca, sia l'unica possibilità di realizzare delle aggregazioni significative a livello internazionale. Invece ne esistono altre.”
L'intervistatore a questo punto pone una domanda essenziale: “Lei giudica l'ingresso nell'euro una scelta fallimentare?” “Sì. Capisco il PD che la difende, ma è solo perchè non ha altro da dire. Se si toglie l'euro, che ci ha rovinati, tutta l'esperienza di governo del centrosinistra, con Romano Prodi e con Carlo Azeglio Ciampi, è finita. Che cosa hanno combinato gli eredi del PCI, da quando quel partito si è sciolto? Hanno procurato agli italiani un po' di miseria in più tramite la scelta di entrare nell'euro, compiuta per giunta in modo autocratico, senza alcun referendum. Mi sembra piuttosto che stiamo smantellando metodicamente lo Stato sociale proprio in nome dell'Europa…siamo di fronte a un'enorme ondata di disagio e di rifiuto da parte dei cittadini, ai quali è stato impedito di dire la loro quando dall'alto calavano decisioni pesantissime o, peggio ancora, presentate in maniera ingannevole. L'introduzione dell'euro venne esaltata come un grande passo in avanti e invece ha portato al dimezzamento dei salari. Facciamo una terapia di salasso dei contribuenti e di macelleria sociale senza limiti solo per poter dire che l'Europa, cioè la Germania con i suoi vassalli nordici, è una grande potenza? Non mi pare un valore per cui sacrificarsi. Non abbiamo un governo (se ce l'abbiamo, è quello tedesco), non abbiamo un esercito, non abbiamo una statualità di tipo elvetico o statunitense. Abbiamo solo una moneta, che serve alla Germania per imporre all'eurozona i suoi prodotti, peraltro validissimi, mentre noi italiani rinunciamo ad avere una forza espansiva sui mercati. Inoltre, per puntellare tutto ciò, bisogna bastonare la Grecia, mettere in ginocchio la Spagna, schiaffeggiare il Portogallo, stangolare Cipro….Ma neanche la Santa Alleanza arrivava a tanto. E non si intravede una prospettiva a questo calvario.

lunedì 12 agosto 2013

Cos'è realmente il MES?? La sovranità dei cittadini aggirata a caro prezzo.

Cos'è realmente il MES?? La sovranità dei cittadini aggirata a caro prezzo.












Testo integrale del Trattato istitutivo del MES: link qui

Il Parlamento Italiano ha approvato l’adesione al MES con le seguenti votazioni:
12 Luglio 2012, approvazione del Senato della Repubblica con 191 SI, 15 astenuti, 21 NO;
19 Luglio 2012, approvazione della Camera dei Deputati con 325 SI (168 PD, 83 PDL, 30 UDC, 14 FLI, 11 Responsabili, 19 Gruppo Misto), 36 astenuti (20 PDL, 13 IDV, 3 Gruppo Misto) e 53 NO (51 Lega Nord, 2 PDL);
23 Luglio 2012, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma la Legge.
- See more at: http://www.mondoinformazione.com/notizie-italia/mes-meccanismo-europeo-stabilita/92988/#sthash.k9oEAuet.dpuf
ESM (o MES) ovvero, meccanismo europeo di stabilità. È questo il nome della nuova minaccia che si abbatte sul nostro Paese e sull'Europa tutta.
Si tratta, in poche parole, di instradare i 17 stati aderenti a questo 'patto fiscale' (l'Italia è fra questi) dentro a un meccanismo che, di fatto, istituisce un'organizzazione finanziaria intergovernativa: la, il MES, per l'appunto. L'accordo, nasce come insieme di modifiche al Trattato Europeo approvate il 23 marzo 2011 dalla plenaria di Bruxelles e ratificate dal Consiglio Europeo nel luglio dell'anno scorso. L'entrata in vigore del provvedimento, è prevista per luglio 2012.
IL MES, è quindi un'istituzione finanziaria internazionale ed ha il velato (neanche tanto) obiettivo di evitare il fallimento degli stati membri in difficoltà, prestando capitali.
Tale organizzazione, avrebbe quindi il compito di decidere la vita e la morte di uno stato, con la conseguente conclusione che la sovranità nazionale tanto sbandierata (in più occasioni anche nei nostri confini nazionali) verrebbe 'spezzettata'.
Il capitale di cui si doterà il MES, sarà di ben 700 miliardi di euro. L'organismo, sarà diretto dai 17 ministri dell'Economia dei paesi aderenti. Per l'Italia, quindi, avremo il Presidente Mario Monti, ex uomo di Goldman Sachs. Indovinate chi è che, se tale accordo dovesse ufficialmente passare, salirà sul podio dei maggiori contribuenti? Siamo noi! Sarà proprio l'Italia.
Basta vedere le percentuali di contribuzione sul trattato. Come ci racconta il blogger Claudio Messora, dalle pagine di Byoblu, analizzando il testo: “la percentuale di contribuzione […] per l'Italia è del 17,9137%. Siamo i terzi maggiori contribuenti in assoluto […] andate al secondo allegato, ottava riga. Abbiamo un milione e duecentocinquantamila quote (1.253.959, per la precisione) e contribuiremo con la bellezza di 125.395.900.000 €”.
euro
Il capitale di cui si doterà il MES sarà di ben 700 miliardi di euro
Dei 700 miliardi di capitale del MES, continua Messora: “80 andranno saldati subito […] in cinque anni […]. Il resto bisognerà corrisponderli non appena i 17 super governatori (tra cui Mario Monti) lo decideranno, insieme ad ogni altro aumento di capitale (quindi ben oltre i 125 della nostra quota parte) che verrà decisa a insindacabile giudizio dal MES. Cui nessuno potrà chiedere conto, essendo le sue sedi e i documenti personali di tutti i governatori assolutamente inviolabili e immuni a qualsiasi istituzione giuridica. […] Facendo due conti, il 17,9137% di 80 fa 14,32. Il che significa che dovremo […] pagare 14,32 miliardi cash in cinque anni. Fanno quasi tre miliardi all'anno”.

domenica 11 agosto 2013

Minima Mercatalia....filosofia e capitalismo DIEGO FUSARO

Minima Mercatalia....filosofia e capitalismo
DIEGO FUSARO


“Il mondo non è vero, ma vuol tornare a casa per mezzo degli uomini e della verità” (E. Bloch, Spirito dell'utopia)

La modernità è anche la storia del nesso di tensione, adattamento e contrasto tra la filosofia e l’assolutizzazione del mercato in cui si condensa lo spirito del capitalismo. Sulle orme di Hegel e di Marx, il libro delinea una fenomenologia dello spirito del capitalismo condotta sui due piani della storia della modernità e delle principali figure del pensiero che l’hanno animata. Massima alienazione dell’uomo rispetto alle proprie potenzialità ontologiche, l’odierno monoteismo del mercato è la prima società in cui regna sovrano il principio metafisico dell’illimitatezza, il “cattivo infinito” della norma dell’accumulazione smisurata del profitto a scapito della vita umana e del pianeta. In questo scenario, la filosofia resta il luogo del rischio assoluto: infatti, essa è il luogo della possibile resistenza al nichilismo della forma merce e, insieme, della sua eventuale legittimazione in stile postmoderno. 

 "Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore".
(K. Marx, "Miseria della filosofia") 

sabato 20 luglio 2013

ASTENSIONISMO.....Le èlite gioiscono e l'Italia va a rotoli.

ASTENSIONISMO.....Le èlite gioiscono e l'Italia va a rotoli.
 
Elezioni 2013, il primo partito è quello dell’astensione, oltre 11 milioni di persone.

Alla Camera su 46.906.343 - hanno votato 35.271.540 persone, ovvero il 75,19 %, dunque risultano ben 11.634.803 di persone non votanti.

 

Al Senato su 42.271.957 elettori, i votanti sono 31.751.350, ovvero il 75,11 % risultano ben 10.520.607 di persone non votanti.

 

Ma anche nel voto estero il partito dell'astensione ha svolto un ruolo importante.

Alla Camera su 3.494.687 di elettori i votanti sono 1.039.725, il 29,75 % dunque gli astenuti sono

2.454.962 di persone mentre per il Senato su 3.149.501 di elettori risultano ben 2.202.478 di astenuti.
Le elezioni dal 1948 al 1976 vedono l'affluenza degli elettori alle urne con un'incidenza assai rilevante del 92% che diminuisce sempre più a partire dal 1979.
Ma questo non preoccupa l’ormai «coesa» élite, passata giocosamente attraverso la dedizione ad entrambe le ideologie (bipolarismo prima e coesione poi). Anzi, si gioisce ulteriormente perché si può sperare, procedendo per questa strada, di raggiungere i record delle cosiddette «grandi democrazie» dove — come negli Usa — vota meno della metà degli aventi diritto.
Anzi i più sfacciati dicono che il fenomeno del non-voto è un segno di maturità della democrazia. 
 Il potere è inevitabilmente elitistico. Non sarebbe potere se non fosse nelle mani di pochi organizzati. Le élite, poi, sono di vario tipo. Ci sono élite che si guadagnano sul campo il diritto di essere tali. Ci sono élite che invece usurpano questo ruolo, e poi ci sono élite che si ricambiano l’una con l’altra, o che subentrano l’una all’altra. Noi non siamo, ovviamente, in grado di prevedere queste svolte della storia. È toccato a noi, che ormai ci troviamo nel XXI secolo, assistere alla nascita di élite diversissime da quelle che conoscevamo. Faccio un esempio: la formazione culturale delle élite… Dove avviene ? In quali luoghi di studio e addestramento ? Ormai il potere economico si crea esso stesso i propri luoghi di formazione, totalmente al riparo da ogni controllo.

Si tratta di un gruppo inafferrabile, un gruppo di cui non conosciamo pienamente l’identità. La novità, secondo me, è che mentre fino a cinquant’anni fa la distinzione dei ruoli era chiara – c’erano i governanti e c’era il potere economico – ora il potere economico non si fida più tanto dei governanti, e quindi pone direttamente i suoi esponenti ai vertici degli Stati... O delle banche che governano gli Stati. Non si tratta più di un comitato d’affari per conto di terzi, ma di gestione diretta. Questa è una svolta preoccupante, che nessuno osa dichiarare tale. Attrezzarsi forse è necessario.

Il peso delle élite era notevolissimo perché non tutti i trentamila cittadini facevano politica. La politica era una fatica, un peso. Gruppi sociali più o meno ampi controllavano i lavori e il funzionamento dell’Assemblea, ma senza mai scalzare le élite dal loro potere. Perché avevano più formazione (paideia), più cultura, più ricchezza, più strumenti. Quindi c’era una dialettica costante… Le grandi famiglie, i grandi gruppi nobiliari, i gruppi di potere economico. Il più ricco di Atene era Nicia, che aveva  l’appalto delle miniere d’argento del Laurion, quindi contava più di tutti gli altri. Però lo stesso Nicia aveva paura di essere schiacciato dall’Assemblea. Quindi c’era un rapporto di reciproca tensione tra le élite e l’assemblea. È un caso unico nella storia dei regimi popolari: il popolo controlla ma non governa.

L’Italia di oggi è governata da lontano. Non abbiamo una politica estera nostra, non abbiamo il potere di decidere sui destini della nostra economia, non possiamo neanche decidere il bilancio dello Stato perché esso è stato già stabilito quando Monti ha firmato quegli impegni all’inizio del suo governo. Si potrebbe dire che siamo un Paese a sovranità controllata, come si diceva dei Paesi-satellite dell’URSS ai tempi di Brežnev. Solo che in quel caso si trattava di un’élite sclerotizzata, quasi monumentalizzata, immobile. Le nostre élite sono più duttili. Nel caso italiano, tuttavia, c’è una contraddizione latente tra le potenzialità, anche economiche e tecnologiche, del nostro Paese, e la condizione di minorità politica alla quale siamo ridotti.

 Luciano Canfora
ELEZIONI POLITICHE 2013
http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2013/02/risultati-elezioni-2013-spread-3.jpg 

domenica 30 giugno 2013

L’illusione della privatizzazione.... «Catastroika. Le privatizzazioni che hanno ucciso la società».

L’illusione della privatizzazione....  «Catastroika. Le privatizzazioni che hanno ucciso la società».

  

 

Gli dei delle privatizzazioni

Pubblichiamo l’introduzione del nuovo libro di Marco Bersani  «Catastroika. Le privatizzazioni che hanno ucciso la società» (Edizioni Alegre), un’indagine sui diversi e sciagurati  effetti, prodotti a livello globale, dalle politiche di finanziarizzazione e privatizzazione dell’economia.
All’alba del terzo millennio, la crisi ci ha improvvisamente trasportati, senza che ce ne accorgessimo, agli albori della civiltà occidentale, nell’antica Grecia. Una società dominata dagli Dei, i quali, pur non vivendo a contatto diretto con gli uomini e le donne del tempo, ne influenzavano profondamente l’esistenza. Analogamente, nella realtà odierna nuove divinità governano il mondo e determinano i comportamenti individuali e collettivi delle persone : non hanno nomi densi di storia, nè di simbologia, si chiamano semplicemente “mercati”.
Come gli Dei dell’antica Grecia, vivono separati dalle nostre vite quotidiane, ma provano costantemente sentimenti ed emozioni, immediatamente amplificati dalla comunicazione di massa. Perché i “mercati” si entusiasmano e si incolleriscono, vanno in fibrillazione e si calmano, ed ognuno di questi stati d’animo chiama tutti noi ad una risposta adeguata. E cosa dobbiamo fare noi, donne e uomini, nei loro confronti? Sacrifici, oggi come allora, per chiederne la benevolenza o per mitigarne la collera.
Con rinnovata rassegnazione, siamo chiamati a portare all’altare di questi Dei, oscuri e inconoscibili, i diritti del lavoro, i beni comuni e le conquiste sociali; la qualità della vita e la nostra dignità. Persino la natura e il futuro. Da oltre quarant’anni ci raccontano che il mercato deve essere l’unico regolatore sociale, che la sua mano invisibile è l’unica in grado di vedere l’adeguata redistribuzione del lavoro e della ricchezza, che il suo pensiero è l’unico possibile.
Dizionario alla mano, privato è voce del verbo privare, ovvero sottrarre, impedire l’accesso o la fruizione. Eppure ci raccontano che la privatizzazione è la massima espressione della modernità, perché è libertà di scelta, opportunità di autodeterminazione.
Sono talmente sicuri della bontà della loro soluzione che non hanno esitato ad usare la violenza per poterla applicare : quella manifesta delle dittature militari o quella indiretta della manipolazione massmediatica. Soprattutto, hanno impiantato una vera e propria ‘religione’, ampiamente secolarizzata negli obiettivi concreti, ma decisamente impregnata di elementi mistici ogni qualvolta debba affrontare una contraddizione. Per oltre quarant’anni il fondamentalismo neoliberista ha potuto scorazzare per il pianeta, riuscendo a produrre il massimo della diseguaglianza sociale proprio nel momento in cui la ricchezza prodotta poteva consentire il massimo delle possibilità individuali e collettive.
Ed oggi, di fronte ai nodi sistemici di una crisi profonda del capitalismo, che è al contempo economica e finanziaria, sociale e ambientale, le soluzioni che ci vengono imposte sono le stesse che la crisi l’hanno provocata, approfondita, portata ad un punto di difficile reversibilità. Quarant’anni di esperienza rendono possibile uno studio approfondito, una verifica circostanziata, un giudizio intellettualmente scevro da sovrastrutture ideologizzate.
E’ questo il compito a cui, con umiltà e intelligenza, le pagine di questo libro tentano di contribuire, ripercorrendo i molteplici atterraggi compiuti nei diversi angoli del pianeta da parte delle grandi lobby dei capitali finanziari e delle multinazionali, ed indagando sugli effetti prodotti nell’economia e nella società.Per aiutare la comprensione di ciò che è avvenuto, per favorire la consapevolezza del momento che stiamo attraversando, per suggerire nuovi percorsi verso un futuro all’insegna della dignità.
I poteri dominanti ripetono ossessivamente che siamo alla fine della storia e che questo è l’unico mondo possibile. Noi sappiamo che si tratta semplicemente di riappropriarci di tutto ciò che ci appartiene.