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domenica 24 giugno 2012

E la chiamano Democrazia !! L'inganno svelato

E la chiamano Democrazia !!

La democrazia è qualcosa di più di una forma di governo. E’ prima di tutto un tipo di vita associata, di esperienza continuamente comunicativa; un modo di vivere che comporta la necessità di poter partecipare  alla formazione dei valori che regolano la vita associata degli uomini”. 


La parola greca “demokratia”, tradotta in italiano significa potere del popolo. Se è cosi, le democrazie devono essere quel che la parola dice. Sistemi politici nei quali è il popolo che comanda. Tutto risolto? No, anzi.
Un passo alla volta. Tutti riteniamo che la democrazia sia la migliore forma di governo che un paese possa adottare. Noi occidentali siamo addirittura cosi presuntuosi da ritenere “necessario”esportare la democrazia in tutti gli altri paesi. E se non ci riusciamo con le buone adottiamo le maniere forti; emblematico è il caso della Libia. Feriti, morte, distruzione, dolore, ma alla fine noi Europei abbiamo avuto la meglio. La democrazia ha vinto, l’obiettivo è stato raggiunto, poi che importa se ormai il paese è allo stremo, che importa se la vittoria è stata raggiunta per mezzo delle armi. Il fine giustifica i mezzi come direbbe Machiavelli.




 L'INGANNO SVELATO

sabato 23 giugno 2012

La Decrescita Felice (parte prima)


La Decrescita Felice  (parte prima)

Ci hanno fatto credere che comprare delle cose malate fosse più conveniente che autoprodurre delle cose sane.


La decrescita non è soltanto una critica ragionata e ragionevole alle assurdità di un’economia fondata sulla crescita della produzione di merci, ma si caratterizza come un’alternativa radicale al suo sistema di valori. Nasce in ambito economico, lo stesso ambito in cui è stata arbitrariamente caricata di una connotazione positiva la parola crescita, ma travalica subito in ambito filosofico. È una rivoluzione culturale che non accetta la riduzione della qualità alla quantità, ma fa prevalere le valutazioni qualitative sulle misurazioni quantitative. Non ritiene, per esempio, che la crescita della produzione di cibo che si butta, della benzina che si spreca nelle code automobilistiche, del consumo di medicine, comporti una crescita del benessere perché fanno crescere il prodotto interno lordo, ma li considera segnali di malessere, fattori di peggioramento della qualità della vita.
La decrescita non è la riduzione quantitativa del prodotto interno lordo. Non è la recessione. E non si identifica nemmeno con la riduzione volontaria dei consumi per ragioni etiche, con la rinuncia, perché la rinuncia implica una valutazione positiva di ciò a cui si rinuncia. La decrescita è il rifiuto razionale di ciò che non serve. Non dice: «ne faccio a meno perché è giusto così». Dice: «non so cosa farmene e non voglio spendere una parte della mia vita a lavorare per guadagnare il denaro necessario a comprarlo». La decrescita non si realizza sostituendo semplicemente il segno più col segno meno davanti all’indicatore che valuta il fare umano in termini quantitativi.

martedì 19 giugno 2012

LA UE METTE A RISCHIO L'AGRICOLTURA SOSTENIBILE


LA UE METTE A RISCHIO L'AGRICOLTURA SOSTENIBILE

"La tutela dell'ambiente rischia di essere cancellata dall'agricoltura europea". Lo dicono in una lettera aperta le associazioni degli agricoltori biologici e biodinamici

La Ue mette a rischio l'agricoltura sostenibile
"La tutela dell'ambiente rischia di essere cancellata dall'agricoltura europea". Lo dicono in una lettera aperta le associazioni degli agricoltori biologici e biodinamici (Upbio e Associazione per l'agricoltura biodinamica), le associazioni ambientaliste (Fai, Lipu, Wwf, Italia Nostra, Pro Natura) e la Società italiana di ecologia del paesaggio, che esprimono la loro preoccupazione per l'andamento del dibattito sulla riforma della Pac.

domenica 17 giugno 2012

NEOLIBERISMO=NEOSCHIAVISMO ? (parte seconda)



NEOLIBERISMO=NEOSCHIAVISMO ? (parte seconda)



Uomo_disperato : Una persona che viene trascinato in bocca di un mostro che simboleggiano la dipendenza
«Il neoliberismo autoritario, infatti, predica il libero mercato ma produce oligopoli sempre più potenti e pervasivi. Sostiene di voler liberare i cittadini dalle tenaglie dello Stato burocratico, ma di fatto riduce le libertà conquistate dalla borghesia con la rivoluzione francese. Le libertà di espressione, di associazione, di informazione, quando non sono represse in maniera visibile, sono di fatto confinate ai margine di un mercato onnivoro che ha creato l’industria dell’informazione trasformando in merce i diritti di cittadinanza».

La sconfitta del principale paradigma liberista (il risanamento dei conti pubblici come presupposto dello sviluppo) sostituito dal paradigma voluto dal potere vincente, la speculazione internazionale (che, invece, sta sostenendo, subito lo sviluppo con conti in ordine) non risulta ancora digerita dai governi e dagli Stati: che continuano ad anteporre "lacrime e sangue" e a non selezionare le misure di politica economica per scegliere solo quelle che aiutano lo sviluppo senza peggiorare i conti ovvero che migliorano i conti senza penalizzare lo sviluppo. Su questa strada è addirittura l’euro a rischiare, a breve, una brutta fine. Oggi la speculazione finanziaria è dieci volte più forte delle classiche istituzioni internazionali. La stessa Germania, in Europa, non riesce a tenere il passo con il cambiamento dei paradigmi.
La svolta liberista anti-keynesiana della fine degli anni settanta ha esaurito la sua spinta devastatrice, ma la attuale prepotenza della finanza internazionale, dove ci sta portando?

Nino Galloni, (Roma 1953), direttore generale del Ministero del Lavoro, funzionario in diversi ministeri finanziari, è attualmente membro effettivo del Collegio dei sindaci dell’Inps.
È stato ricercatore all’università di Berkeley in California, stretto collaboratore di Federico Caffè e ha insegnato nelle università di Roma, Milano, Napoli, Modena e Cassino. È autore di numerosissimi articoli e libri fra cui, più recentemente, Mercato senza padroni (2001), Dopo lo sviluppo sostenibile(2002), Misteri dell’euro, misfatti della finanza (2005), La moneta copernicana con M, Della Luna (2008), Prendi i tuoi soldi... e scappa? (2010); per Editori Riuniti, L’occupazione tradita (1998) e Il grande mutuo(2008).


Pubblicato in data 11/giu/2012 da 
Milano, 9 giugno 2012
Intervento di Nino Galloni al Workshop sulla Democrazia Diretta
organizzato dal Partito Umanista.
www.partitoumanista.it/workshop-democrazia-diretta

giovedì 14 giugno 2012

Neoliberismo=Neoschiavismo ? (parte prima)



 Neoliberismo=Neoschiavismo ? (parte prima)



disperazione



L’indebitamento dello Stato era, al contrario, l’interesse diretto della frazione della borghesia che governava e legiferava per mezzo delle Camere. Il disavanzo dello Stato era infatti il vero e proprio oggetto della sua speculazione e la fonte principale del suo arricchimento. Ogni anno un nuovo disavanzo. Dopo quattro o cinque anni un nuovo prestito offriva all’aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare lo Stato che, mantenuto artificiosamente sull’orlo della bancarotta, era costretto a contrattare coi banchieri alle condizioni più sfavorevoli. Ogni nuovo prestito era una nuova occasione di svaligiare il pubblico, che investe i suoi capitali in rendita dello Stato.
— K. Marx, Le lotte di classe in Francia



L’uscita dalla crisi si fa fuori dai sentieri tracciati dall’Fmi. Questa istituzione continua a proporre lo stesso tipo di modello di aggiustamento fiscale, che consiste nel diminuire i soldi che si danno alla gente – i salari, le pensioni, i finanziamenti pubblici, ma anche le grandi opere pubbliche che generano lavoro – per destinare il denaro risparmiato al pagamento dei creditori. È assurdo. Dopo quattro anni di crisi non si può andare avanti a togliere denaro sempre agli stessi. È esattamente quello che si vuole imporre alla Grecia! Tagliare tutto per dare tutto alle banche. L’Fmi si è trasformato in un’istituzione con lo scopo di proteggere unicamente gli interessi finanziari. Quando si è in una situazione disperata, com’era l’Argentina nel 2001, bisogna saper cambiare carte.
— Roberto Lavagna, ministro argentino dell’Economia tra il 2002 e il 2005


L’Europa procede a marcia forzata verso il modello americano del libero licenziamento. Il governo spagnolo ha approvato, il 10 febbraio 2012, leggi che perseguono la stessa logica: facilitazione dei licenziamenti, riduzione delle indennità di disoccupazione e taglio dei salari. Le indennità di disoccupazione passano da un massimo di 42 a 24 mensilità. I licenziamenti per ragioni finanziarie, con una cassa integrazione limitata a 12 mensilità, vengono facilitati. Per licenziare con ragioni finanziarie, è sufficiente che l’azienda abbia tre semestri consecutivi di ribasso di vendite, anche se continua a fare profitti. Dopo tre trimestri di ribasso di vendite, le imprese possono imporre ribassi di salario unilaterali. Il rifiuto comporta il licenziamento.

martedì 12 giugno 2012

La Radice di ogni male: la mancanza di Sovranità Monetaria (parte seconda)


La Radice di ogni male: la mancanza di Sovranità Monetaria (parte seconda)




 La quantità dei soldi in una Nazione è data dalla sua ricchezza interna, e i soldi sono solo una convenzione. E inoltre  se gli Stati avessere una banca interna e avessero il potere di mettere in circolazione più denaro o meno, a prescindere dalla ricchezza della nazione , i politici per far contenti tutti riempirebbero tutti di denaro, con la conseguenza di un aumento astronomico dei prezzi, e duqnue non cambierebbe nulla ed è bene che la gestione sia esterna.












I soldi sono vuoti è vero, non hanno copertura in oro, ma questo non vuol dire che non abbiano valore poiché il valore lo abbiamo dato noi accettando questa convenzione, e i soldi sono distribuiti in base alla ricchezza delle nazioni.